TESTO ORIGINALE
Sì fa presto a dire unico. Ma nel caso di Massimiliano Babila Cagelli — ex campione di nuoto, home economist autodidatta prima e sous-chef poi per cucine stellate — il concetto è esplorato con la stessa disciplina e profondità con cui un tempo si tuffava nelle vasche di allenamento, dando vita al primo ristorante con immersione artistica, Tavolo Unico, dove sia la vista che il gusto assaporano, per davvero, pezzi unici.
«Quando gareggiavo in giro per il mondo, la mia seconda piscina erano i musei», ricorda. «Ho iniziato comprando le cartoline al Louvre e, appena possibile, ho continuato con opere del ’900 in originale». Durante il Covid, insieme a Serena Colombo — compagna di classe del liceo diventata storica dell’arte e docente universitaria — pubblica un libro che è manifesto, se non antipasto, della sua gastrosofia, Anche Van Gogh mangiava le cozze.
La portata successiva è stata un’elegante villetta di Busto Arsizio, che non ha privato del suo spirito discreto di casa, accogliendo nelle sette stanze altrettante collezioni private e sistemandovi un unico tavolo. Unico perché chi vi si siede godrà in esclusiva dell’uso della sala; unico perché offre quattro menù, ma tutti sono una sorpresa; unico perché ogni giorno quel che si vede e si assaggia è diverso dal precedente.
Questione di prospettiva. Da Tavolo Unico sono possibili diverse eat&art experience oltre ai menù degustazione. Romeo e Giulietta, Masterpiece e Wine experience legano collezioni, opere e piatti alla cucina dello chef.

